Home News MIND THE CHANGE 10X.

Giovedì 16 novembre 2017 il Samsung District di Milano ha accolto un evento destinato a professionisti, imprenditori, manager e aziende interessate a comprendere la complessità e i possibili vantaggi che la trasformazione tecnologica in corso porta con sé.

A partire dalla pubblicazione del libro Mind the change di Alberto Baban, Armando Cirrincione e Alberto Mattiello, è nato un evento per guardare e capire l'innovazione nella prospettiva del business.

In questa occasione è stato possibile visitare la Smart Home, il loft allestito da Samsung che permettere di vivere l’esperienza della casa interattiva, e conoscere le innovazioni di 6 startup invitate ad esporre i propri prodotti e servizi: LEAP FACTORY e la casa 4.0, YAPE, SMART ROBOTS, EGGUP, HI-RIDE e BLUBRAKE.

Al termine della visita alla Smart Home, accompagnata da un aperitivo offerto da GreenKoala, i giornalisti Luca Barbieri e Domenico Lanzilotta (Blum Comunicazione) hanno introdotto la conferenza con un dialogo su giornalismo e innovazione, evidenziando il ruolo dell’informazione e dell’editoria nella costruzione di una maggiore consapevolezza della trasformazione digitale e nella formazione di una cultura dell’innovazione.

All’interno della Smart Arena si è quindi aperta la Mind the change 10X Conference.

Il filo conduttore dell’evento è stata la parola UNLEARN. Prima di chiedersi cosa è necessario fare per essere competitivi sui mercati del prossimo futuro, è necessario disimparare, dimenticare o modificare drasticamente le vecchie formule, strategie e prassi per lasciare spazio alla costruzione di nuovi modelli di business. Un atteggiamento tutt’altro che semplice se si pensa che, come viene riportato all’interno del libro Mind the change, esistono nelle aziende diverse forme di resistenza al cambiamento. Gli autori del libro descrivono quattro categorie di futurofobici: quella dei «negazionisti», ovvero di coloro che affermano con certezza matematica che le auto non guideranno mai da sole; quella dei «bradipi», che preferiscono attendere e attendere, e solo dopo, quando ormai il cambiamento è ineluttabile, inseguire l’innovazione; quella dei «nichilisti», che si nascondono dietro al pretesto che l’Italia sarebbe un Paese vecchio e che i giovani non avrebbero potere di spesa, quindi qualsiasi innovazione in fondo è inutile perché riguarderebbe solo una nicchia; e infine quella dei «contingenti», che non accettano di veder invecchiare i loro investimenti e al grido di «tutto ora funziona bene» posticipano scelte inevitabili.

A partire da questo spunto e guidati dal moderatore della serata Stefano Pace, docente di marketing presso la Kedge Business School, gli speaker hanno risposto in 10 minuti a 10 diverse domande sul cambiamento:

  • Serve imparare per cambiare?  Alberto Mattiello (JWT)
  • Alle macchine intelligenti si accompagnerà l'umano stupido? Vittorio Veltroni (Reply)
  • Abbiamo finito di giocare con la realtà virtuale? Antonio Bosio (Samsung)
  • Le API sono solo tecnologia? Simone Angeli (Exage)
  • Se apro i miei dati agli altri, ne perdo il controllo? Giangiacomo Olivi (DLA Piper)
  • È ancora compito della vendita generare profitti? Armando Cirrincione (Bocconi)
  • Cosa perdiamo industrializzando la casa? Stefano Testa (Leap Factory)
  • Possiamo nascere già adulti? Vincenzo Russi (eNovia)
  • L’innovazione è contro natura? Giuseppe Salghetti (Vertical Innovation)
  • I territori sono ancora locali? Alberto Baban (Confindustria)

L'evento è stato organizzato in partnership con IDM Alto Adige, azienda speciale per la promozione e lo sviluppo del territorio.

Media partner dell’evento è stato Guerini Next

IMG 0343

Questo sito utilizza i cookies. Accedendo al sito accetti che potremmo memorizzare e accedere ai cookies sul tuo dispositivo